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cuore sulle spalle

Ho immaginato questa opera come un messaggio che possa essere trasmesso con leggerezza e
vitalità.
Il sangue si presenta come un liquido vitale, e come l’acqua permette la vita.
L’opera è quindi pensata per essere una fontana, dove il ciclo (vitale) dell’acqua dalle mani alla
bacinella è una rappresentazione di quello della donazione del sangue, che porta il sangue dal cuore
alle mani (la goccia).
Donare è anche e soprattutto una scelta, ed infatti la goccia, nella prospettiva visiva della statua,
prende il posto della testa, della ragione.
Da qui il titolo.
La solidarietà che permette la donazione, e che sicuramente è un sentimento che parte dal cuore, è
un atto di intelligenza, un pensiero alto con la forza di un’ideale da seguire, a cui tutti (quelli che
possono) dovrebbero aspirare.
Il donatore coglie ed è conscio del bene che fa, e sa che lo fa nel silenzio dell’anonimato.
La statua è quindi un ringraziamento a tutti i donatori “periodici”, passati, presenti e futuri, perché
sono il simbolo della speranza di umanità migliore.
La goccia di sangue, smisurata, è la protagonista vera della statua e il simbolo del valore di questo
gesto.
Il materiale può essere il più vario, purché resistente all'esterno,
La grandezza ideale vedrebbe, in proporzione al disegno globale, il corpo del soggetto di 2 metri di
altezza.
Nel caso in cui la fontana non fosse possibile, la base potrà accogliere una fioriera, un diverso
simbolo di vita, ma altrettanto efficace.

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