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io donatore

Questa statua, pensata per essere complessivamente alta tre metri e ottanta (altezza basamento due metri, altezza del corpo rappresentato un metro e ottanta) e realizzata in marmo, presenta un fisico androgino e classicheggiante. L'individuo, coperto da un morbido panneggio, sorregge il bastone di Asclepio, simbolo del mondo della medicina. L'oggetto, secondo la leggenda, era in grado di trasformare ciò che toccava in oro. Per questo, simboleggia la preziosità del sangue, ma anche della persona che lo dona. I donatori non hanno sesso, e per questo ho deciso di non identificare il sesso della persona rappresentata, dando spazio alle libere interpretazioni. La posa, molto rigida, rimanda alla determinazione del donatore, che oltre a riconoscere la preziosità del suo gesto, va incontro ad una scelta non facile per tutti. Il rimando all'arte classica è anche dato dall'estetica della città che ospiterà la statua: Firenze, col suo David di Michelangelo, fa pensare al mondo del Rinascimento ed alle sue rigide regole canoniche. Il titolo, “IO, DONATORE” simboleggia ancora una volta la forza di colui o colei che dona. L' “io” rimanda alla persona, che deve prendere coscienza di sé e riconoscere il suo meraviglioso gesto; accostata vi è la parola 'donatore', che quasi rimanda ad un nome proprio.

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