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lifeblood

L’opera mostra una figura angelica femminile dal cui busto originano le radici di un albero la cui chioma è composta da figure umane che si rivolgono alla donna con le braccia alzate nell’atto di ricevere linfa vitale.
La donna-angelo rappresenta sia la natura altruistica della donazione, sia il caduceo, simbolo dell’equilibrio tra bene e male: in questo caso si ha il nesso tra il donatore (in salute) che si ferisce volontariamente per offrire una parte preziosa di sé a delle persone che la salute non hanno. I due serpenti del caduceo (simbolo dei farmacisti) rappresentano uno la dose terapeutica, vitale, e l'altro la dose tossica, velenosa. L’equilibrio lo troviamo anche nella donazione in cui il prelievo è sufficientemente cospicuo ma non letale.
La simbologia dell’albero (e albero rovesciato) è presente in molte culture: nel cristianesimo è l’albero della vita, nell’induismo e nel buddismo è l’Aśvattha, nei popoli nordici è l’Yggdrasil e così via. L’albero è simbolo di vita e del cosmo in cui l’uomo risiede nella chioma, la parte manifesta, mentre le radici, la parte nutritiva, stanno invece nascoste e invisibili rappresentando la divinità. I rami che si protraggono verso il basso rappresentano invece i raggi del divino; qui l’aspetto direzionale è duplice, ossia i rami sono in basso, ma sono formati dalle braccia dei “riceventi” alzate verso l’alto. Le radici, generalmente non visibili in un albero, qui sono analogia con l’anonimità della donazione.
2x2x2m/Marmo o Resina

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